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CONSIDERAZIONI
STORICHE SUL DOGUE DE BORDEAUX
L'origine
del dogue de bordeaux, come quella di molte altre razze da combattimento,
è di fatto un grande mistero. Si contrappongono 2 teorie
antitetiche che però, come spesso accade, in realtà
non si escludono a vicenda.
Gli inglesi, il cui Kennel Club tuttora non riconosce la razza,
la ritengono derivata dall'incrocio fra il bulldog (ma quale,
quello brachignato o quello antico?) e il mastiff, come testimonierebbero
documenti provanti l'esportazione dalla Gran Bretagna al porto
fluviale di Bordeaux, di un certo numero di bulldog. Questo accadeva
durante la dominazione inglese della città transalpina;
in seguito ci furono delle reimportazioni, di bulldog allevati
in Francia che sembra eccellessero per potenza e carattere (da
"il bulldog e il bouledogue francese" di Umbrto Cuomo).
L'incremento della taglia e successiva suddivisione della razza
in 2 tipi, dogue (sopra i 45 kg) e doguin (sotto i 45 kg), starebbe
anche a testimoniare l'influsso di sangue mastiff che sicuramente
fu immesso anche secondo gli studiosi francesi (Pierre Megnin).
"Nel 1888 quando il Boston Circus di proprietà inglese
stava dando spettacolo a Parigi, 3 allevatori francesi, Guanrand,
Oblau e Fotan, portarono le loro femmine dogue per essere coperte
da un enorme mastiff che apparteneva a uno degli artisti del circo.Nell
ostesso periodo anche un certo Boun comprò un grande mastiff
che fu il padre di tutti i dogue di Blanchet famosi per le loro
estese maschere nere" (da Peirre Megnin - Paris 1896). Le
raffigurazioni pittoriche che possediamo degli antichi dogue del
bordeaux, ci presentano un cane molto diverso dall'attuale.
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Confrontiamo
per esempio il disegno n. 1 con il particolare di testa della
foto n. 2. Sono trascorsi 60 anni (dal 1930 circa al 1990) e quanta
differenza tra questi 2 modelli di testa! Ma si tratta di un'"evoluzione"
o piuttosto di una degenerazione del tipo?
Vediamo in dettaglio:
- La testa del disegno 1 evidenza assi cranio-facciali paralleli,
rapporto tra lunghezza muso e del cranio di circa 1:2, orecchio
integro molto piccolo quasi "a rosa", labbra e pelle
in generale non tanto pendule, prognatismo scarso o assente.
La foto n. 2, raffigurante un campione attuale, presenta una marcataconvergenza
degli assi cranio-facciali, un vistoso prognatismo mandibolare,
canna nasale molto corta, 1:4 o 1:5 rispetto al cranio, labbra
pendule, orecchio grande e cadente.
Da un punto di vista squisitamente "estetico" per un
estimatore dei molossi è evidente che la testa attuale
rappresenta senza dubbio un "fenomeno estetico" molto
più ecclatante dell'altra. Ma da un punto di vista funzionale,
si può affermare la stessa cosa?
L'accorciamento eccessivo della canna nasale (oltre il limite
di 1:2 o 1:3 in rapporto col cranio del resto sancito dallo standard
attuale), pone dei gravi problemi funzionali sia sul piano respiratorio
che meccanico. Da un punto di vista respiratorio, si ha frequentemente
una "stenosi",cioè chiusura delle narici, mentre
parallelamente l'osso mascellare, ridotto in lunghezza determina
un "ipertrofia" del palato molle poichè le parti
cartilaginee non si accorciano in proporzione all'accorciamento
delle ossa (vedi per esempio le labbra che diventano sovrabbondanti).
Le prime vie respiratorie, narici, aringe, trachea, così
modificate, non consentono più una normale attività
respiratoria, creando gravi deficit funzionali. Tipico il "russare"
dello show bulldog, o il suo "arrancare" durante la
stagione calda, come una locomotiva in salita.
Parallelamente e di conseguenza, nel tentativo disperato di compensare
questa parziale "occlusione" delleprime vie aeree, il
torace si amplia enormemente in larghezza creando l'illusione
di una grande potenza generale del soggetto. Dico illusione perchè
in realtà si tratta di un espediente compensatorio che
riesce solo in parte molto limitata ad attenuare il problema.
Passiamo ora ad un'analisi di tipo fisico-meccanico. La chiusura
della mandibola sulla mascella rappresenta una leva di terzo genere
il cui fulcro (F) coincide con l'articolazione mandibolare. La
potenza (P/P1) è rappresentata dall'azione sinergica dei
muscoli temporale e massettere e la resistenza (R) è collocata
all'estremità della bocca. E' evidente che un raccorciamento
delle branche mascellari rende la leva nel complesso più
vantaggiosa per la riduzione del braccio della resistenza (schema
A-B).
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Ma questo ragionamento è valido solo se si considera esclusivamente
il muscolo massettere la cui inserzione sulla mascella è
presoschè ortogonale (90 gradi):
il potente muscolo temporale invece, nei soggetti fortemente brachignati
(cioè con muso raccorciato) e ad assi cranio-facciali convergenti
ha un'inserzione molto vicina al fulcro. Può svolgere quindi
la sua azione in maniera molto limitata, poichè il braccio
della potenza diventa paradossalmente più corto di quello
della resistenza proprio nei brachignati (schema C).
Ne consegue che, mentre la testa dell'antico "dogue"
brachicefala in assoluto, ma solo moderatamente brachignata, era
un capolovoro funzionale, la testa ipertipica attuale lo è
molto di meno.* Ma la "bellezza cinognostica" non dovrebbe
essere intesa come adattamento della morfologia a una specifica
funzione? E allora proseguendo obiettivamente il ragionamento
si deve parlare di evoluzione o involuzione?
* N.B.: non a caso in natura i carnivori più specializzati
e cioè i felini sono in possesso di una testa brachicefala
ad assi cranio facciali divergenti in cui l'azione ottimale del
massettere e del temporale si sposa con branche mandibolari raccorciate.
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Dogue del 1920 di nome Buffalo. Si noti in particolare la
fronte piatta, la canna nasale lunga rispetto ai soggetti
attuali, il prognatismo probabilmente molto ridotto e l'insieme
generale "leggero", con peso approssimativo stimato
sui 40-45 kg. A questo proposito, per quanto concerne la
taglia, si pensa che i soggetti utilizzati come cani da
combattimento contro orsi, tori o lupi, pesassero dai 35
ai 45 kg, come testimoniano anche i 2 soggetti imbalsamati
presenti al museo di storia naturale di Bordeaux.
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Da
notare il particolare delle orecchie amputate del soggetto
a sinistra che lo fa assomigliare incredibilmente al nostro
Cane Corso; anche la struttura corporea è più
vicina a quella del Corso o del bandog che non a quella
dei soggetti attuali da esposizione. Bellissima la forma
delle orecchie a rosa molto piccole del soggetto a destra. |
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Foto
5: 2 soggetti al guinzaglio con originali collari corredati da setole
e pettorale. Le orecchie sono mozzate. L'insieme generale dei soggetti
da' un'impressione di forza e agilità senza pesantezza, specie
in rapporto a quelli attuali della foto n. 6. Per
gentile concessione dell' autore, Mauro Salvador ( Working Bulldog
Research Center )

Il Dogue de Bordeaux è principalmente un cane da guardia,
compito che svolge con vigilanza e coraggio ma senza aggressività,
dato che non ha di certo bisogno di mostrare i denti e di ringhiare
per farsi valere.
La sua prestanza fisica, estremamente muscolosa e compatta, lo
sguardo fermo e risoluto e la diffidenza verso chi non conosce,
conferiscono un ben motivato timore nei potenziali avversari e
in coloro che si avvicinano per la prima volta, ma la consapevolezza
della propria forza fisica ed il suo coraggio lo portano ad essere
un cane molto equilibrato e fiero, sicuro di sè in ogni
circostanza e che abbaia poco.
Socievole e affidabile, fedele e affettuoso, amante delle coccole
(che sa esattamente come ottenere!) è molto paziente e
tenero con i bambini ed innamorato di tutti i componenti della
propria famiglia ai quali regala notevoli dimostrazioni di affetto
e con i quali vorrebbe trascorrere tutto il suo tempo senza essere
mai invadente.
Dice il Bogaert che, un tempo, il dogue era un cane da combattimento:
"Esso si batteva contro i suoi simili, contro l'orso, il
lupo e l'asino, il quale ultimo era senza dubbio il più
pericoloso di tutti gli avversari. Eccellente cane da compagnia,
oggi è pure un ottimo guardiano. Si è tentato di
farne un buon cane poliziotto: non è stato possibile perchè,
una volta lanciato, il dogue di Bordeaux è inarrestabile.
Esso vede rosso e lancia la sua furia contro qualsiasi avversario,
non si può quindi chiedergli quanto è contrario
alla sua indole. Questo cane pero', quando è bene allevato,
non è più pericoloso di un altro, ma se lo si scatena
diventa terribile".
Attualmente, perso il belluino spirito del passato, è un
buon cane da guardia, non aggressivo, affezionato al padrone.
Lo si ritiene ostile verso gli altri animali, specie verso gli
altri cani, forse per atavismo. Ma anche qui, come in tutte le
razze sussistono reazioni più o meno temperate. E' molto
affettuoso con i bambini".
ASPETTO GENERALE: il dogue de bordeaux è un colosso estremanente
agile, con il corpo molto muscoloso che conserva però una
struttura armonica. Il baricentro del suo corpo è posto
in basso, vale a dire che la distanza del suo sterno dal suolo
(il vuoto sotto lo sterno) è al massimo uguale o inferiore
all'altezza del torace, viso di profilo è misurato subito
dietro al gomito. Ha l'aspetto di un temibile atleta tarchiato,
muscoloso maestoso e fiero. Antico cane da combattimento, è
predisposto naturalmente per la guardia che assolve con vigilanza
e grande coraggio, ma senza aggressività. Si affeziona
moltissimo al suo proprietario ed è molto affettuoso con
i bambini.
TESTA: la testa, vista di fronte, si presenta molto voluminosa,
angolosa, larga, piuttosto corta, trapezoidale. Nel maschio la
circonferenza del cranio misurata nel suo punto più ampio
deve essere uguale all'altezza al garrese, nella femmina può
essere di poco inferiore. La sua forma e lo sviluppo del suo volume
sono diretta conseguenza della crescita molto forte dei muscoli
temporali, delle arcate sopraorbitali, delle arcate zigomatiche
e delle branche ascendenti della mandibola che si presentano molto
distanti tra di loro. Il cranio, nella sua parte superiore, si
presenta leggermente convesso. Lo stop o depressione cranio-facciale
è molto accentuato e forma un angolo che va dai 95 ai 110
gradi. Il solco frontale è profondo e si attenua verso
la parte posteriore della testa. I seni frontali sono ben sviluppati,
ma la fronte è ancora pù larga che alta. La testa
si presenta solcata da rughe che assumono una certa mobilità
a seconda che il cane sia in attenzione o no. I difetti principali
sono rappresentati da una testa piccola in rapporto all'altezza
del cranio oppure da una testa stretta, allungata, a forma di
parallelepipedo, rotonda, ovale con una fronte piatta. Anche una
cresta occipitale troppo rilevata o l'assenza del solco frontale
mediano sono considerati difetti e così pure un angolo
cranio facciale troppo chiuso o troppo aperto.
MUSO: deve essere potente, largo, spesso, piuttosto corto con
il profilo superiore tendente alla concavità e con rughe
appena accennate. La sua larghezza diminuisce di poco verso l'estremità
anteriore e, vista dall'alto, ha la forma di un quadrato. In rapporto
alla regione superiore del cranio, la canna nasale forma un angolo
ottuso aperto verso l'alto. Osservando il cane di profilo, quando
la testa è orizzontale, l'estremità del muso, tronca,
spessa e larga viene a trovarsi davanti a una verticale tangente
la faccia anteriore del tartufo. La sua circonferenza si avvicina
ai 2/3 di quella della testa e la sua lunghezza varia da 1/4 a
1/3 della lunghezza totale della testa, misurata dall'apofisi
occipitale al margine anteriore del tartufo. I difetti sono rappresentati
da un muso troppo lungo o troppo corto, stretto, non molto spesso,
terminante a punta come uno zufolo e in questo caso il naso si
viene a trovare davanti alla commessura delle labbra. Sono difetti
il parallelismo e la divergenza degli assi cranio facciali.
TARTUFO: dev'essere largo con narici ben aperte, ben pigmentato
di nero o di marrone a seconda del colore della maschera. E' un
difetto il naso stretto con narici chiuse o che presenti segni
di depigmentazione.
MASCELLE: devono essere molto forti e larghe. Essendo un soggetto
brachignato, il prognatismo della mandibola dovrà essere
compreso tra un minimo di 0.5 cm e un massimo di 2 cm e, a bocca
chiusa, non si dovranno vedere nè i denti incisivi nè
i canini. La chiusura a tenaglia o a forbice, con le mascelle
quindi di uguale lunghezza, costituisce difetto e così
pure un prognatismo insufficiente o esagerato. Ancora più
grave l'enognatismo.
DENTI: i denti devono essere molto grandi, forti e robusti (c'è
sempre stata, anche nel passato, grande ammirazione per la dentatura
di questa razza più simile a quella di un leopardo che
a quella di un cane), canini inferiori ben distanziati e leggermente
ricurvi, gli incisivi ben allineati e, soprattutto, quelli inferiori,
in maniera tale che diano l'impressione di essere su una linea
diritta. I denti piccoli, poco sviluppati o mal allineati sono
un difetto.
LABBRA: il labbro superiore deve essere spesso, moderatamente
cascante, retrattile e deve ricoprire bene la mandibola. La sua
lunghezza esagerata o la sua flaccidità (l'impossibilità
a ritrarsi) o, al contrario, la sua brevità sono da considerarsi
difetto.
GUANCE: si presentano ben in rilievo per l'enorme sviluppo dei
muscoli massetteri; da penalizzare quelle che siano poco sviluppate
e poco toniche.
OCCHI: devono essere ovali e ben lateralizzati. La distanza tra
i due angoli interni palpebrali è all'incirca uguale a
due volte la lunghezza della rima palpebrale dell'occhio. Lo sguardo
deve essere schietto. Il colore in rapporto a quello della maschera:
dal color nocciola al bruno scuro per i cani a maschera nera,
tonalità più chiare tollerate ma non ricercate per
i cani a maschera rossa. Gli occhi piccoli, tondi, troppo infossati
nelle orbite o, al contrario, globosi, vicini, di colore troppo
chiaro o discromici sono da penalizzare. Così è
da penalizzare lo sguardo torvo e l'ectropion. Difetti da squalifica
l'occhio discromico e le macchie depigmentate alle palpebre.
ORECCHIE: sono relativamente piccole, con un colore un po' più
carico rispetto a quello del pelo, attaccate alte, presentano
un leggero rialzo alla base anteriore dell'attaccatura, ma poi
rixìcadono lungo le guance senza mollezza; la loro punta
inferiore è un po' arrotondata e non dovrebbe superare
la linea del'occhio. Con la loro inserzione alta e con la loro
forma contribuiscono ad accentuare il volume apparente del cranio.
I difetti sono rappresentati da orecchie flaccide, troppo lunghe,
troppo corte, inserite o portate troppo alte, diritte, a rosa,
molto lateralizzate, inserite troppo in basso o amputate.
COLLO: è molto forte, muscoloso, di forma pressochè
cilindrica; presenta un'incollatura enorme con pelle abbondante,
lassa e morbida. La misura della sua circonferenza presa a metà
è pressochè uguale a quella della testa; il suo
profilo superiore è leggermente convesso ed è separato
dalla testa da un leggero solco trasversale. La giogaia è
presente con pliche della pelle che nascono a livello della gola
e giungono sino al petto. Costituisce difetto un collo gracile,
lungo, piatto e con giogaia eccessiva.
TORACE: deve essere potente e ben sviluppato nelle tre dimensioni:
cioè profondo, largo e ben disceso sotto il gomito. Le
coste dello sterno ben convesse, le altre ben ricurve e discese.
La circonferenza del petto dovrà oltrepassare la misura
dell'altezza del cane al garrese dai 25 ai 30 cm. Un petto stretto,
poco profondo, un costato troppo piatto o, al contrario, troppo
a botte, un petto incavato saranno considerati difetti.
SPALLE: presentano una muscolatura molto plastica e visibile.
L'inclinazione della scapola rispetto al piano orizzontale misura
all'incirca un angolo di 45 gradi, mentre l'angolo dell'articolazione
scapolo-omerale è di poco più ampio di 90 gradi.
Una spalla diritta o con muscolatura insufficiente deve essere
penalizzata.
LINEA SUPERIORE: la linea superiore deve essere diritta. Il garrese
ben segnato, il dorso largo e muscoloso, il rene largo, abbastanza
corto e solido, la groppa leggermente inclinata sino all'ataccatura
della coda. Sono difetti il dorso insellato, quello arcuato, il
rene debole, la groppa sopraelevata, arrotondata o avvallata.
CODA: molto grossa alla base, non deve superare in lunghezza
il garretto, inserita profondamente viene portata bassa e solo
quando il cane è in azione si deve alzare oltre l'orizzontale
con un angolo compreso tra 90 e 120 gradi. E' considerata difettosa
quando è deviata, mutilata, rotta, torta, accorciata, con
alcune vertebre caudali saldate insieme e formanti nodosità,
oppure quando è portata verticalmente a candela o arrotolata
sul dorso o terminante a ciuffo.
LINEA INFERIORE: la linea inferiore seguendo il profilo profondo
del petto sino a quello rilevato e saldo del ventre ricorda la
sagoma armoniosa di un'arpa. Da penalizzare un ventre cascante
o al contrario levrettato.
ARTI ANTERIORI: devono avere un'ossatura robusta, ricoperta da
forti muscoli. I gomiti non devono essere nè troppo indietro
nè troppo in fuori. Gli avambracci devono essere dritti,
in appiombo sul terreno; se il cane possiede un petto molto largo,
possono, partendo un po' verso la parte esterna alla loro inserzione
portarsi verso l'interno in direzione del piano mediano, quando
raggiungono il suolo. La regione del metacarpo è robusta,
un poco inclinata, qualche volta leggermente in fuori. I piedi
robusti, ben chiusi, hanno unghie curve e forti, preferibilmente
ben pigmentate con cuscinetti plantari ben sviluppati ed elastici.
I difetti sono costituiti da: gomiti troppo aperti o troppo chiusi,
anteriori con ossatura debole o insufficiente sviluppo muscolare,
avambracci troppo arcuati, metacarpi troppo in fuori o troppo
in dentro, troppo flessi, piedi deboli con dita aperte; piede
da lepre.
ARTI POSTERIORI: le coscie sono molto muscolose e grosse e presentano
la regione della rotula posizionata su piano parallelo o leggermente
in fuori rispetto al piano mediano verticale. La gamba è
relativamente corta, muscolosa; il garretto corto, robusto. L'angolo
tarsico moderatamente aperto. I difetto sono costituiti da: coscie
piatte, gracili, regione femoro-rotulea (grassella) troppo in
fuori o in dentro, angolo tibio-tarsico troppo chiuso o troppo
aperto, presenza di speroni.
MANTELLO: unicolore: mogano o in tutte le varietà del
fulvo. Si darà la preferenza a una buona pigmentazione.
Sono ammesse macchie bianche poco estese, al petto e ai piedi.
Il pelo deve essere fine, corto e morbido al tatto. Le chiazze
bianche in faccia, il mantello tutto bianco, il bianco o altre
chiazze presenti sul corpo o sulla coda sono da bandire. Così
pure un pelo grosso, ruvido, lungo, ondulato. Il dogue de bordeaux
deve possedere una maschera ben caratterizzata: rossa o nera.
PESO: i maschi devono pesare almeno 50 kg, le femmine almeno
45 kg.
TAGLIA: l'altezza deve corrispondere all'incirca alla misura
della circonferenza della testa e viene presa calando con il cinometro
la verticale del garrese a terra. Nei maschi deve essere compresa
tra i 60 e i 68 cm, nelle femmine tra i 58 e i 66 cm. La circonferenza
della testa deve essere misurata davanti alle orecchie nel suo
punto di maggior volume, tenendola orizzonale e facendo attenzione
a non conteggiare anche le pieghe del collo. La circonferenza
del torace deve essere misurata nel punto del suo massimo sviluppo
a circa un centimetro di distanza dai gomiti. Le femmine hanno
le stesse caratteristiche dei maschi, ma meno accentuate.

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